La  bellezza della chiesa di San Rocco è data dalla forma ottagonale. Si slancia su largo Croce, al termine di una imponente scalinata che le scorre davanti, e domina l’intero omonimo rione. E’ la chiesa da cui prendono il via le processioni settennali di penitenza in onore dell’Assunta del rione Croce. Fu costruita nel 1575 come ringraziamento al Santo protettore, per la salvezza dalla peste, dalle epidemie e dalle invasioni di insetti. Fu ricostruita dopo il terribile terremoto del 5 giugno 1688 che rase al suolo l’intero abitato.
Nel timpano sul portone d’ingresso campeggia la riproduzione in pietra di san Rocco e vicino alla chiesa sorge uno spazio adibito a cortile e a torre campanaria. Al tempo della sua costruzione questi spazi furono impegnati da un ospedale che è esistito fino ai primi decenni del Novecento.

 

Oggi il tempio si presenta – ricco di stucchi nella volta e nelle cappelle – con quattro altari dei quali uno centrale in marmo bianco, successivo alla riforma liturgia del concilio Vaticano II, fatto erigere intorno al 1975. Gli altri tre, tutti in marmo policromo intarsiato, poggiano sulle pareti esterne e sono databili ai primi anni del Settecento, probabilmente contemporanei ai dipinti del De Matteis. Al di sopra di questi tre altari, infatti, rifulgevano tre splendidi quadri di Paolo De Matteis: il “Trionfo di san Rocco” (al di sopra dell’altare maggiore, databile 1710), il “Riposo dalla fuga in Egitto” (entrando a destra, databile 1711) ed il “San Gennaro san Filippo Neri e Federico Borromeo” (entrando a sinistra, databile 1711). Oggi i tre oli su tela, di notevoli dimensioni, sono stati rimossi per motivi di sicurezza. Il “Trionfo di San Rocco” si può ammirare visitando la basilica santuario dell’Assunta dove è momentaneamente conservato.
Il 7 luglio 1987 la chiesa è stata dotata della nuova statua in argento di San Rocco opera dell’artista guardiese Ernesto Pengue, in sostituzione di quella settecentesca trafugata dai ladri nel 1984 e depositata nel Museo degli Argenti.

Dopo molti anni di chiusura ed abbandono per gravi problemi di dissesto statico, successivi al terremoto del novembre 1980, oggi la chiesa è oggetto di un restauro conservativo.

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