I disciplinanti sono chiamati così, perché fanno uso di un antico strumento di tortura la ‘la disciplina‘ che consiste in un gruppo di strisce metalliche, unite da una catenella con la quale si percuotono le spalle.

La pratica della flagellazione si fa risalire al XI secolo, il fenomeno, è inizialmente circoscritto alla vita monastica e relegato alle regole di auto mortificazione imposte ai singoli monaci da parte degli ordini religiosi di appartenenza.  I ‘flagellanti’ o meglio, nel nostro caso, i ‘disciplinanti‘ per la prima volta compaiono in pubblico in una processione organizzata a Perugia nel 1260 da Fra Raniero Fasani. E’ l’inizio dell’era dello Spirito santo con la lotta finale contro l’ anticristo, e, a ben guardare gli episodi nefasti del 1259, come l’epidemia di pestilenza, la carestia diffusa e l’invasione dei tartari in Europa centrale, facevano proprio pensare che fosse giunto il momento predetto e tanto temuto.

Nell’anno successivo, con il permesso delle autorità municipali, per quindici giorni si organizzarono processioni in cui, dietro la croce e al clero, gruppi di disciplinanti avanzavano a due a due, percorrendo le strade della città. Il movimento divenne itinerante e iniziò la sua diffusione raggiungendo prima le vicine città di Imola, Bologna, Parma, Modena; fiorirono associazioni e congregazioni di ‘devoti della disciplina‘ sotto la protezione della Vergine o di ‘fratellanza dei Disciplinati’ di Gesù Cristo. Queste compagnie si diffusero rapidamente per tutta l’Italia centrale e settentrionale, coinvolgendo donne, uomini, bambini, laici e religiosi, in gigantesche processioni (fino a 10.000 persone), che passavano attraverso le città, mentre i flagellanti, con il viso coperto da un cappuccio, si frustavano fino a sanguinare.

Il movimento si diffuse anche in altri paesi europei, come Germania, Boemia e Polonia, finché nel Gennaio 1261, il Papa Alessandro IV proibì questa pratica pubblica.

Nei riti settennali di penitenza di Guardia Sanframondi i disciplinanti intervengono durante le processioni di penitenza chiudendo con la loro presenza il corteo processione del rione di appartenenza.
I disciplinanti hanno anche il compito secondario ed occasionale di un vero e proprio ‘servizio d’ordine’, facendosi largo tra gli spettatori, che nelle stradine anguste del centro storico possono eventualmente ostruire il passaggio del corteo rionale. Presumibilmente molti disciplinanti che sfilano durante le processioni infrasettimanali di penitenza dei rioni sfileranno, poi, come battenti nella domenica successiva, giorno della processione generale.