In sostanza si tratta di due campane, una più piccola dell’altra agganciate a un robusto sostegno di legno con due impugnature metalliche laterali che ne consentono una facile presa e trasportabilità. I campanelli sono conservati nel Santuario dell’Assunta sotto la nicchia ove è riposta la statua della Madonna e sono utilizzati solo in tre precise occasioni:

  • per intercedere la Madonna dell’Assunta in caso di calamità naturali;
  • in occasione delle processioni penitenziali;
  • per effettuare le questue rionali.

La tradizione vuole che i campanelli siano stati rinvenuti con la statua, il manufatto più grande reca la scritta ‘Jesus Maria 1048’ questo è almeno sicuramente l’anno della fusione, mentre su entrambe le campane sono incise i nomi di ‘Assunta e Pietro Pascale’ con molta probabilità, sono i nomi dei possibili offerenti dei campanelli all’Assunta. Entrambe le campane sono decorate con semplici motivi a rilievo e presentano sul lato destro l’immagine della Madonna. Questi elementi, ma soprattutto la data, fanno appunto pensare ad un loro presunto ritrovamento insieme alla statua.
Nell’anno della celebrazione dei riti settennali di penitenza, la prima domenica dopo il 26 Maggio, festività di San Filippo Neri, patrono di Guardia Sanframondi, i rioni iniziano la questua, unica forma di finanziamento della manifestazione. Com’è tradizione, al termine della prima messa ordinaria ( non molti anni fa, la prima messa al Santuario dell’Assunta, era celebrata alle ore 6.00, oggi invece la funzione si svolge alle ore 8.00 ) i rappresentanti del rione, su invito del Parroco, prelevano i campanelli dal loro alloggiamento e, dopo una breve benedizione, vengono portati fuori dal Santuario dove ritorneranno verso mezzogiorno e riconsegnati al Parroco. Questa procedura è identica e si ripete per i quattro rioni.
Nel 2010 la sequenza è stata:

E’ consuetudine, partire dal Santuario, con i campanelli alzati e bloccati per non farli suonare attraversando un rione diverso dal proprio. Solo quando il piccolo corteo arriva in prossimità del rione di appartenenza si iniziano a far suonare i campanelli.

... ‘ E, in vero, un fremito corre per le vene al suono di quei campanelli; i corpi si curvano come sotto l’impulso d’una forza misteriosa; una compunzione sincera, una profonda emozione si impossessa del cuore umano… Coi rintocchi or celeri or lenti, fanno provare all’uomo ogni più svariato affetto: fanno vedere l’abisso della nullità umana, fanno sentire il fascino delle celesti cose ‘ …

Così, poeticamente, Padre Adolfo De Blasio descrive la loro uscita e la loro sonorità molto particolare. La religiosità popolare attribuisce ai campanelli il compito di convocare la comunità per una pubblica preghiera. Il primo importante simbolo dei Riti è quindi,  di tipo sonoro, il tipico suono ritmato dei campanelli che accompagnerà gran parte dello svolgimento della manifestazione guardiese.